Le norme di certificazione del settore Agroalimenatre hanno un solido substrato di mercato perchè aiutano le imprese su tre importanti fronti:

  • per il rispetto dei requisiti legali, come ad esempio la Rintracciabilità, pert citare un tema noto a tutti;
  • per le regole che introduce a livello di Organizzazione aziendale;
  • E COME CANALE VEICOLARE PER L’ESPORTAZIONE SULLA GDO INTERNAZIONALE.

Nell’ambito delle Certificazioni Agroalimentari la BRC (British Retail Consortium) è un’eccellente canale veicolare verso la GDO. Si tratta dello standard di fatto più stringente, nato dal Consorzio Inglese, ma oggi riconosciuto valido dalla maggioranza dei retailer europei.

La norma è incentrata sulla Sicurezza Alimentare, in tal senso si intuisce che è un Haccp molto più dettagliato e stringente.

Nulla di inapplicabile, nè idilliaco, nè troppo costoso per le aziende; è spesso un percorso mentale, che porta chi già non lo facesse, ad un più attento rispetto dell’igiene del prodotto, attraverso il comportamento delle risose umane, attraverso un’attenta analisi dei rischi, un’efficente gestione della strumentazione, e così via, per tutti i vari asset aziendali.

Da quest’anno le aziende dovranno applicare la nuova versione della BRC, la v. 8, che introduce alcuni nuovi diktat e ne modifica altri.

Per dettagli e informazioni potete scrivere a info@serafinelliconsulting.it.

 

Nuovi diktat per il settore agroalimentare: la BRC versione 8

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